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I disegni dei nostri Ragazzi
I Benefici dell’Attività Fisica
Cento anni fa il medico era una figura molto rispettata che con pochi strumenti e qualche rudimento cercava di alleviare le sofferenze dei suoi pazienti.
Era un mestiere duro.
Per quanto egli si impegnasse e mettesse a frutto la sua scienza bastava un raffreddore o una febbre alta per rendere vani i suoi sforzi.
A quei tempi la vita della maggior parte degli uomini era piena di fatica e priva di comodità, più nelle mani di Madre Natura che della Grande Medicina.
Oggi abbiamo strumenti e tecnologie al limite della fantascienza. Possiamo “vedere” dentro le persone, saldare ossa rotte, possiamo aprire il ventre di un paziente ed “aggiustare” ciò che non funziona più o addirittura sostituirlo. Possiamo rendere le persone incoscienti e, a volte, strapparle dalla morte.
Ma allora perché il medico ancora oggi, si trova davanti situazioni su cui non può avere l’ultima parola?
A volte il motivo è che la scienza non ha ancora risolto l’enigma e quindi non esiste nessuna cura risolutiva, altre volte la cura esiste ma non basta la ricetta del medico perché funzioni.
Di recente è nata una nuova categoria di malattie definita “patologie stress-correlate”.
La vita oggi non ci dà altro che scadenze e conti da pagare ricattandoci in ogni modo possibile convincendoci che se non abbiamo l’auto giusta, il vestito giusto e se non andiamo in ferie nel villaggio più esclusivo abbiamo qualcosa che non và.
Ovviamente l’unico modo per sopperire a tutte queste “necessità” è guadagnare sempre di più ed è così che il lavoro, la macchina e tutto il resto diventano più importanti di qualsiasi cosa.
Ed ecco come ci ritroviamo tutti quanti dal medico con ripetuti attacchi di emicrania, pressione alta, gastrite e reflusso gastro-esofageo, sindrome del colon irritabile, alterazioni della funzione tiroidea, soprappeso, anoressia, attacchi di panico, depressione e tante altre patologie per cui non esiste la pillolina che risolve tutto.
Quello che, a mio parere, potrebbe veramente giovare alle persone di questi tempi è riappropriarsi del proprio tempo. Dovremmo rispolverare le nostre passioni e ricominciare a prenderci cura di noi stessi e del nostro corpo se vogliamo che lui sia dalla nostra parte mentre gli anni passano.
In quest’ottica io vedo l’attività fisica come uno dei più bei regali che ognuno di noi possa fare a sé stesso.
Gli effetti benefici, scientificamente provati, che un’attività fisica moderata (es. 30 minuti di camminata al giorno) ha sull’organismo sono tantissimi: ci aiuta a mantenere il peso forma (l’obesità è un fattore di rischio per molte patologie oggi molto diffuse: diabete, malattie cardio-vascolari e osteo-articolari), a mantenere tonica la muscolatura (importante per combattere il mal di schiena), abbassa il colesterolo ”cattivo” e alza quello “buono”, mantiene la pressione arteriosa regolare il cuore ben allenato, riduce il rischio di sviluppare il diabete in età avanzata, favorisce una buona funzionalità gastro-intestinale (fa migliorare anche eventuali emorroidi!), aiuta la circolazione venosa (migliorano i problemi di vene varicose e di gonfiore alle gambe) ed infine (anche se ci sarebbe ancora molto da dire) stimola la produzione di endorfine, ormoni importanti che tra i vari effetti danno una piacevole sensazione di benessere e soddisfazione (sono gli stessi ormoni che circolano dopo aver mangiato del cioccolato o dopo un rapporto sessuale) che ci permette di dormire bene tenendoci lontani da ansiolitici ed antidepressivi.
Se tutto ciò non bastasse dovremmo tenere in considerazione che un’attività fisica costante, che ci piace e ci diverte ci permette anche di dedicare qualche ora alla settimana a noi stessi. In questo modo sfogheremmo le fatiche della giornata (fisiche ma soprattutto mentali), ci prenderemmo cura del nostro aspetto fisico ( cosa che ci renderà orgogliosi di noi stessi migliorando notevolmente il nostro rapporto con le altre persone) e ci coccoleremmo un po’, ritrovando la voglia di coccolare anche le persone che amiamo (sulle quali spesso riversiamo e nostre frustrazioni).
Dott.ssa Erika Mora
Medico Chirurgo
Classifica Concorso Fotografico
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9° Concorso Fotografico
a tema libero a tema libero
Esposizione
dal 1 al 3 Giugno 2007
Informazioni Importanti:
1. Il concorso è aperto a tutti
2. L'iscrizione è gratuita
3. Il tema è libero
4. Ogni autore può presentare un
massimo di tre immagini di formato
compreso fra 20x20 e 20x30cm
5. Sono ammesse immagini a colori, in b/n
o digitali
Locandina concorso Fotografico |
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Regolamento Concorso |

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tel. 0522 - 692462
e-mail: ronin@centrosportivoronin.it
Qui vogliamo citare un articolo scritto da Vittoria Roatti
nel quale racconta la propria esperienza con le arti marziali durante
un progetto scolastico:
Arti Marziali al Monteore
2006
Al Liceo di Correggio, come in altre scuole, si svolge un progetto annuale
chiamato monteore, che consiste in tre giorni dedicati
ad attività di vario tipo e quest’anno con due mie amiche
ho scelto il corso di arti marziali.
Fosse stato per me forse non avrei scelto quel corso perché faccio
Karate già da diversi anni e avrei preferito
provare qualcosa di nuovo, ma ero incuriosita dall’Aikido
e volevo restare con le mie amiche, così dato che loro volevano
provare ho messo il corso tra le preferenze. Una settimana più
tardi stavo camminando verso la palestra Ronin per il primo giorno di
monteore.
Eravamo tutte ragazze e abbastanza numerose. Il primo giorno abbiamo
eseguito alcune tecniche basilari di Karate come il pugno, le parate
e i calci; il secondo giorno invece abbiamo imparato i fondamentali
di Aikido e le cadute; il terzo giorno abbiamo provato in alternanza
sia Karate sia Aikido facendo combattimento e alcune proiezioni.
Mi sembrava di essere tornata nel mio corso da principiante ed è
interessante scoprire quante cose siano da migliorare facendo i fondamentali.
La voglia di imparare ha permesso di fare molte più cose che
in un normale corso di principianti, infatti tutte le partecipanti erano
interessate e seguivano con attenzione.
Da quello che ho sentito dopo le lezioni, alcune preferiscono l’Aikido
perché le tecniche sono più belle da vedere e le cadute
sono divertenti, l’Aikido infatti a volte assomiglia quasi a una
danza, ma non condivido pienamente l’ultima affermazione, soprattutto
perché il maestro per fare un esempio mi ha fatto cadere e non
è poi così divertente quando è un altro a decidere
come cadi. Altre privilegiano il Karate perché
più “concreto” e perché l’atmosfera
è meno ricercata, anche nel saluto, che è più semplice
rispetto all’Aikido; alcune non hanno preferenze, ma tutte sono
rimaste molto contente di questo corso e si sono divertite. Infatti,
anche l’ultimo giorno quando di solito i corsi terminano prima
per andare alla festa, molte avrebbero voluto rimanere per tutta la
mattina.
Le mie amiche hanno trovato strani alcuni aspetti delle arti marziali
come il saluto, all’inizio e alla fine della
lezione, che è un segno di rispetto, una tradizione
e per me segna l’inizio e la fine del fare Karate, qualcosa di
particolare il cui svolgimento resta all’interno della palestra,
come in un’altra dimensione. Anche il fatto che ad Aikido si bruci
l’incenso ha suscitato curiosità e una ragazza che lo pratica
mi ha spiegato che non c’è un motivo particolare, ma serve
per purificare l’ambiente.
di Vittoria Roatti
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